Benefici e potenzialità dello scambio di documenti digitali nel b2b

L’Osservatorio fatturazione Elettronica e dematerializzazione del PoliMi riporta alcune osservazioni sulla digitalizzazione delle imprese in Italia.

Nelle imprese italiane la digitalizzazione procede ancora a rilento, spesso senza definire e seguire dei percorsi per innovare: manca la pervasività e la profondità dell’impatto sui processi, anche a causa di inerzie culturali e resistenze al cambiamento che spesso si incontrano all’interno dell’azienda.

Nel 2015 il valore dell’e-commerce B2B ha raggiunto i 260 miliardi di €, che rappresenta però solo il 10% del totale degli scambi tra imprese. Gli strumenti digitali nelle transazioni business to business possono essere strategici: ne sono un esempio i portali di e-commerce, marketplace ed eBusiness. I benefici potenziali  calcolati ammonterebbero ad almeno 60 miliardi di euro dal punto di vista dell’efficienza, dei livelli di servizio e riduzioni del capitale circolante.

In questo scenario la FEPA poteva essere un’ottima occasione di trasformazione per le aziende, ma la maggioranza si è accontentata di ricercare semplicemente una soluzione per essere a norma di legge. Lo dimostrano i dati, che ci dicono che nel 2015 sono state scambiate 77 milioni di fatture elettroniche (22 milioni di FEPA e 55 milioni tramite EDI e portali B2B), solo il 6% di tutte le fatture scambiate in Italia.

Un’altro indicatore esaustivo del livello di digitalizzazione italiano può essere considerata la pervasività di adozione di soluzioni di gestione e conservazione documentale nell’ambito del ciclo dell’ordine:

  • Dal 2015 circa 650.000 imprese hanno portato in Conservazione Digitale le proprie fatture
  • Nel 2015 circa 100.000 imprese (il 40% delle grandi e il 18% delle PMI) hanno scambiato con clienti/fornitori documenti in formato elettronico strutturato attraverso EDI, Extranet o portali B2B.
    • Tramite EDI sono stati scambiati oltre 110 milioni di documenti tra 11.000 imprese: 32% di fatture20% di ordini, il restante conferme d’ordine, avvisi di consegna, documenti di trasporto ecc.
    • Sono più di 400 le Extranet e i portali B2B utilizzati per scambiare documenti e informazioni con i partner, con oltre 100.00 organizzazioni connesse.

 

I benefici e risparmi

Lo scambio di fatture elettroniche in formato strutturato può generare per le imprese benefici tra 5,50€ e 8,20€ per fattura, con tempi di payback inferiori ad un anno.

La digitalizzazione dell’intero ciclo ordine-pagamento porterebbe i benefici tra i 25€ e i 65€ per ogni ciclo.

Tuttavia vi sono ancora degli ostacoli: per il 67% delle imprese il change management è il principale ostacolo a questi progetti, mentre in un caso su tre le imprese indicano ancora la complessità e l’incertezza normativa come limite.

«Resta la difficoltà di trasferire e far percepire opportunità e benefici della Digitalizzazione, mentre non sembra una criticità il costo di sviluppo/acquisto o gestione delle soluzioni, rilevante solo per il 17% delle imprese»

Alessandro Perego, Direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation.

 

Priorità di investimento

«Gli strumenti a disposizione sono molteplici, ma la scelta non può prescindere dalla definizione del proprio percorso personalizzato di trasformazione digitale. Un cammino da affrontare in più tappe: rinunciare alla carta per archiviare le informazioni, strutturarle in basi di dati, gestirle con flussi digitali di dati strutturati, orientarsi verso una gestione per processi, dotarsi di un’architettura interna integrata e sviluppare le interfacce per un dialogo strutturato con tutti gli attori”.

 

Fonte: Digital4

Scopri Station, il software che ti permette di gestire in modo automatico tutti i processi documentali, compresi quelli che coinvolgono file EDI, FEPA, XML

aStation

Nessun commento

Posta un commento