ICT alla base della trasformazione digitale di successo

Un estratto di alcune interessanti riflessioni di Gianluigi Zarantonello – Tech Economy

Se guardiamo alla rivoluzione digitale in corso possiamo identificare diversi protagonisti, tra cui dovremmo trovare i CIO ed il relativo team ICT. Tuttavia accade che, nelle organizzazioni di dimensioni maggiori, i sistemi informativi vengano erroneamente visti come un peso, portatori di lentezza e poco innovativi.

Questo può essere spiegato andando a guardare al momento in cui la digitalizzazione era ancora agli albori, e quasi sempre le nuove tecnologie web nascevano in outsourcing e guidate da dipartimenti distanti dall’IT. Inoltre queste tecnologie erano poco integrate con gli strumenti informatici tradizionali.

Gartner però mette in luce come oggi non sia più cosi: stiamo passando dal modello attuale dell’IT Industrialization, a quello della Digitalization. Non viene tuttavia eliminato quanto già sviluppato dai dipartimenti IT, cioè quella componente che permette a tutto il processo di business di funzionare, ma al cuore dell’informatica (i systems of record) si sovrappongono differenziazione ed innovazione.

Le tre dimensioni della Digital Transformation secondo IDC

IDC ha proposto un approccio a tre dimensioni verso la Digital Transformation per quanto riguarda il mondo ICT:

  • Efficienza dell’infrastruttura
  • Incentrata sul cliente
  • Presenta processi di innovazione costante e continua, che portano allo sviluppo di nuovi prodotti e servizi e al ridisegno dei processi di business.

 

Tecnologia digitale e system of record

Risulta ancora poco chiaro che, ad oggi, la tecnologia digitale è oramai divenuta parte dei system of record, cioè dell’ossatura dell’azienda.

La velocità dell’innovazione ha ormai superato quella delle organizzazioni, portando a poca consapevolezza del fatto che basi stabili e ragionate sono fondamentali per la costruzione di una piattaforma digitale.

“Da un altro punto di vista, si fatica a vedere la quantità di tecnologia infrastrutturale che sta dietro ai grandi big della rete che fanno da modello e, di conseguenza, a capire il ROI e l’urgenza di modernizzare la propria base tecnologica, che deve potersi integrare in modo veloce ed efficace con quanto di nuovo deve essere sposato dall’organizzazione.”

Purtroppo a ciò si aggiunge il fatto che alcuni dipartimenti IT fatichino ancora a comprendere l’importanza vitale delle applicazioni digitali legate alle “age of customer”.

 

Possibili soluzioni

Anche se alcuni CIO risultano essere già pronti per a trasformazione digitale, è fondamentale che vi sia anche un’evoluzione culturale ed organizzativa. Devono essere allineati gli obiettivi reali e le richieste alla parte tecnologica, fornendo al reparto IT un quadro generale completo: in questo modo le richieste non verranno subite in modo passivo.

I professionisti ICT poi devono diventare più propositivi, evolvendo il proprio linguaggio in modo da avvicinarsi maggiormente agli altri dipartimenti aziendali e far valere le proprie ragioni per quanto riguarda gli investimenti necessari per modernizzare le infrastrutture di base.

“Infine, è necessario un cambio radicale di visione (non solo per l’IT in verità) per fare in modo che al centro dello sviluppo di nuove tecnologie ci siano i destinatari che le dovranno usare e non i problemi informatici e le proprie idee. Oggi per tutto questo sono ancora largamente necessari innovatori interni all’organizzazione che con il loro profilo ibrido siano in grado di colmare le distanze, ma a tendere solo una digitalizzazione diffusa (con relativo cambio di cultura) potrà essere vincente.”

Fonte: TechEconomy

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