Digital Transformation a rilento nelle PMI italiane

Per Digital Transformation si intende un processo di cambiamento incrementale, gestito e promosso dalla direzione aziendale, determinato dall’impiego di nuove tecnologie (mobile, Big data, cloud) e dallo sviluppo di digital capability (data governance, integrazione dei sistemi, continuità dei servizi) che riguarda i principali fattori di business, ad esempio i processi operativi in azienda.

 

Le Pmi italiane (in particolare quelle di piccole dimensioni e del settore manifatturiero) da questo punto di vista sono in ritardo: spesso infatti la percezione del valore potenziale della tecnologia è superiore all’effettiva adozione delle soluzioni. Queste aziende quindi sono consapevoli dei benefici ma poco preparate a gestire il cambiamento culturale e organizzativo necessario per vincere la sfida digitale.

Il mercato può essere riassunto in tre cluster:

  • settori avanzati con alto valore percepito, elevata adozione e readiness medio-alta: automotive, informatica e tlc, petrolchimico
  • settori medio-alti per valore percepito, ma medi per adozione e readiness: banche, retail, energia e utility, trasporti
  • settori medio-bassi per adozione e readiness, nonostante il medio-alto valore percepito: media, consumer electonics, Pubblica Amministrazione e Sanità.

 

La business intelligence e le analytics, il mobile, la gestione multicanale, i software per la collaborazione sono tutti strumenti per raggiungere i livelli di eccellenza richiesti dal mercato, con il duplice obiettivo di contenere i costi e gestire al meglio l’esperienza del cliente. E’ quindi necessaria la sensibilizzazione dei vertici delle PMI italiane ad un cambiamento culturale, dimostrando i vantaggi delel tecnologie digitali per le performance aziendali.
Qui l’articolo completo: Sda Bocconi: Digital Transformation “bestia nera” delle PMI italiane

 

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